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Domenica di un luglio così caldo che ripensare alla nebbia padana aiuta a resistere. Si respira sabbia sudore sandali urla di bambini... cocco! Coccobello!... Ssst! Fate silenzio. [...] Conchiglie... apro le mani... uno scrigno... eccole... quasi non ci credo, tante... tutte... bellissime... «ma dove le hai trovate?»... «nell’acqua...... me le ha regalate il mare».
Estati, spiagge, mari, vissuti negli anni: odori, suoni, sapori, visioni, contatti. Tredici “quadretti” costituiti da frammenti della memoria, da un proustiano reimmergersi, rivivere il passato, descritto attraverso un flusso di coscienza delicato e musicale. Nel complesso, un affresco coinvolgente, emozionante, commovente, mosso da candide tenerezze infantili, da sottili vibrazioni dell’anima (sospensioni... suggestioni... stupefazioni...) all’interno di una leggiadra ragnatela di piccoli eventi, di ricami delicati e perfetti, internamente dilatati in una carovana quasi fiabesca di immagini ormai divorate dalle ombre del tempo. Mentre, sullo sfondo, e qua e là, non mancano i trasalimenti dovuti agli imprevisti scricchiolii delle luminosità: la presenza implacabile di Male e Violenza nel Mondo.
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