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Fu distolto dai propri pensieri dal suono del telefonino, che cominciò a squillare nello stesso istante in cui si accingeva ad aprire la porta e uscire dal palazzo.
«Pronto?».
Dall’altra parte si sentiva solo un lontano rumore di automobili, finché non si udì anche una voce profonda scandire lentamente le parole:
«La terza via è aperta. La prossima volta ucciderò».
In una Bologna invernale e ricoperta da un’imperscrutabile ovatta di neve, cominciano a ripetersi strani episodi di violenza, che riconducono a una sola mente tragicamente fuorviata. L’investigatore privato Giorgio Macchiavelli, detto “Macchia”, e l’amico Luciano Solmi, Lozzi, sedicente “psicologo”, si immergeranno sempre più addentro un territorio sinistro e tenebroso, di deriva e di orrore, costituito da labirinti tortuosi e ossificati come stratificazioni umbratili e contaminanti. Una città che ha fatto della gioia di vivere il proprio manifesto si trova così a scoprire vite parallele, pieghe oscure dell’esistenza, che nessuno vorrebbe esistessero o scorgere: la scoperta del male e della dolorosa crudeltà psicopatica, all’interno della quale anche vittima e carnefice possono risultare confusi.
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