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Scheda Libro
Titolo: Le felicità nascoste.
Memorie involontarie di un bevitore di vino

Autore: BONESSO, Paolo

Un anziano giunto al termine della propria vita, l’onda dei ricordi, un catalogo enologico.
Introduzione di Rino Tripodi (Impasti e aromi di un’esistenza (forse) mancata: lo stile e i vini di Paolo Bonesso).
Immagine in copertina di Tahimé “Flor” Bauer.
Seconda edizione.
Pagine 210.
Nel 2008, a cura di Igor Vidović, il libro è stato tradotto in serbo dalla casa editrice Mono i Manjana di Belgrado. Titolo in serbo: Skrivene radosti. Nehotična sećanja jednog vinopije.

ISBN: 978-88-89368-18-3
Prezzo: € 16,00

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Descrizione

Me ne vado incontro al mare, con i calzoni arrotolati e le caviglie nude. La mia pelle è vecchia, ma ancora percepisce la carezza delle alghe. Farò ancora una passeggiata sulla sabbia, in mezzo a nuove generazioni di granchi che mi balzeranno intorno ai piedi. Vado incontro al mare per abbracciarlo e farmi abbracciare e sarà il mare amato di Istanbul e Lisbona, sarà il mare delle grandi barriere coralline e delle baie minuscole, sarà il mare che c’era dentro agli occhi delle persone che mi hanno preso per mano, accompagnato, consolato. A loro dedico quest’ultima, faticosa discesa, questi passi senza ritorno, queste orme che lascia il mio estremo passaggio. Sto per separarmi da me, per scivolare via. Sono come l’ultimo sorso dell’ultima bottiglia, che ho qui, nella tasca della giacca, accanto al cuore.

Alla vigilia del suo centesimo compleanno, un uomo, che si è da tempo ritirato in solitudine, si appresta a celebrare l’avvenimento sistemando con cura le bottiglie di vino che si è fatto inviare da ogni parte del mondo presso la sua piccola dimora di fronte al mare. L’intento è quello di spegnere, con l’aiuto dell’alcol, ogni memoria del proprio passato e consegnarsi, dunque, alla morte. Durante i preparativi, l’anziano non riesce a resistere all’ammaliante seduzione delle bottiglie, accostandosi alle stesse «senza prudenza e senza pudore». L’intensa bevuta realizza un effetto contrario a quello sperato, scatenando ricordi che prendono la forma di racconti, intitolati ai vini che li hanno fatti rinascere, una sorta di catalogo di nettari d’uva e luoghi nei quali si è imbattuto nel suo costante peregrinare attraverso il mondo. La narrazione è dominata da una prosa ricca di acrobazie, altalene, capitomboli – come nei giochi dei bambini –, ma anche carica di dolente rimpianto per non avere saputo cogliere le “felicità nascoste” incontrate durante il lungo cammino nella vita. Il tono è pertanto nostalgico, filosofico, tra Borges, García Márquez, Sepúlveda, e si condensa in un impasto stilistico prezioso e ricco di sapori, simile alle donne, ai paesaggi, ai vini descritti via via nel romanzo. Su tutto, una stupefazione palpitante per le mirabili, malinconiche, pieghe dell’esistenza.

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