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la navata percorro albata di un barocco / ormai familiare, ammansito da un organo / che ha un gusto sferico
Corporeità è la parola centrale de L’attracco sulla luna di Daniela Monreale. La poetessa descrive la sua rinata gioia nel rapportarsi alla propria vita, ai mutamenti ineluttabili che questa porta, ai segni del tempo; tutto ciò grazie a «S.», la persona a cui il libro è dedicato, che ha mostrato all’autrice un nuovo modo di amare, non soltanto l’altra persona, ma anche se stessi e la propria reale esistenza. Così il dato fisico, in questo canzoniere di gioia, amore e gratitudine (mai in senso evangelico, ma in piena, viva e forte materialità), accompagna un percorso dell’anima che si risveglia, cresce e scopre questa sanità stabile, ricostruita nella rimemorazione di momenti passati, sommati a quelli presenti come in un puzzle.
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